26 Marzo 2000
Salute a voi, amati figli.
Il Mio silenzio s’è un poco protratto e, quando ciò accade, avete ancora la tendenza a sentirvi un poco smarriti o meno accolti o meno uditi, ma ciò, amati figli, è da superare, poiché è dettato meramente dai limiti costrittivi della materia in cui siete inseriti.
Avete quesiti da porre e a tali quesiti avrete risposta, ma non nell’attuale venuta, poiché, come voi, pure Io debbo attenermi alla Legge e scopo della Mia attuale venuta è il trasmettere frammenti che condividerete con la moltitudine quando vi raggiungerà.
Fratelli, siate sempre memori che nella vita non c’è che un vero fine: pervenire alla Gioia, che non è la felicità, così come l’appellate voi, ma è la consapevolezza della Verità e la Volontà di ricongiungimento con il Padre, attraverso la coerenza e il rigore, che favoriscono il superamento della dualità, riconducendovi all’Uno.
Fratelli amati, nel mondo della materia, non vi sono che due possibilità per raggiungere la Gioia, seppure nel primo caso sia illusoria e solo nel secondo veritiera: la conquista del mondo fisico o l’abbandono e la rinuncia di tale mondo. Con la rinuncia, non vi suggerisco l’alienazione dal mondo fisico e da ciò che vi può offrire, bensì è un invito a farne uso con moderazione e saggezza, senza divenirne schiavi.
Gli umani, ovunque, cercano la felicità permanente, senza fine, eterna, ma sono presi come pesci in una rete, in una rete oscura, dalle cose transitorie che li circondano, da ciò che appellate, di frequente, inquietudini, attrazioni, passioni, conflitti, antipatie, odi, gelosie, da tutte queste cose misere che legano.
Gli uomini, tutti insieme, è come se fossero un giardino pieno di fiori: ogni fiore cerca di espandersi, di vivere e dare il suo profumo, la sua bellezza, le sue necessità, i suoi desideri, di mostrare al mondo il suo pieno sviluppo.
L’uomo, assai di frequente, nel processo di espansione, di raggiungimento, nello schiudere se stesso, si perde nell’esteriorità, indi, sorgono le complicazioni, perciò egli deve distinguere, sin dal principio, ciò che è essenziale da ciò che non lo è.
Ogni essere, pure chi si professa ateo, è legato alla propria particolare religione, al proprio particolare credo, e ogni religione, ogni credo proclama, con le proprie modalità, che fare il bene conduce al Cielo e il male all’inferno. Ma, come ho di già detto, ciò che appellate bene o male non esiste: solo esistono Conoscenza e ignoranza, indi, il raggiungimento della Conoscenza, della Verità, sta in ognuno di voi. Nel riconoscimento e nel raggiungimento di ciò sta la Liberazione.
Se riconoscete che la vita esiste per realizzare la Gioia, essendo voi il sogno felice del Padre, dovete mettere da parte tutto ciò che non serve o nuoce al suo raggiungimento.
Il Mio compito, in questa venuta, non è di stabilire delle regole, dei dogmi o dei credi, ma di rammentare la meta dell’umanità, per l’artista come per lo scienziato, per l’uomo di mente come per l’uomo di cuore, per il ferito come per il feritore, per coloro che appartengono ad una religione come per quelli che non ne hanno: la Gioia, la Gioia liberatrice è la meta di tutto il genere umano.
Per trovare la Gioia, per raggiungere la Liberazione, desiderate da ognuno di voi, dovete prima stabilire che questo regno, questa dimora, questo giardino, esistono in voi stessi, in ciascuno di voi. Non esiste, in verità, alcun Dio esterno o una divinità del male che vi obblighi a vivere nobilmente oppure biecamente: non c’è che la voce della vostra intima coscienza, che vi dà il criterio per pesare sulla bilancia e distinguere non meramente ciò che giusto, da ciò che è sbagliato, ma ciò che è vero da ciò che è illusorio.
Se pensate a uno scultore al lavoro, vedrete come, a poco a poco, con argilla leggera, riempiendo la cavità, egli crei un viso pieno di vita. Così, nell’esistenza umana, il processo di accumulare esperienze, vita dopo vita, v’insegna, attraverso il dolore e la gioia, a udire la voce interna che vi guiderà.
Rammentate sempre che in ognuno di voi vi sono tre entità: l’Intelligenza come espressione dell’anima, che potete paragonare a un fiore; le emozioni che sono il profumo del fiore e il corpo simile al vaso che contiene il fiore. Ma il fiore, dopo essere stato reciso dal Giardino Celeste, necessita d’acqua per vivere: lo Spirito, figlioli.
Realizzate l’armonia fra queste entità, la comprensione, la sintesi, la simpatia d’intesa, per favorire il raggiungimento della meta.
La prima cosa che dovete apprendere a ordinare è l’entità più grossolana, indi, il corpo che è la base, poiché esso è fortemente influenzato dalla materia, essendo materia: esso desidera funzionare per suo conto e interferire nel processo delle altre due. Indi, educate il vostro corpo, allenatelo e rendetelo disciplinato.
Ognuno di voi sa che il corpo necessita di controllo e di dominio, ma dovete pure rammentare che possiede aspirazioni e desideri propri che, di rado, sono in armonia con gli altri due corpi.
Similmente dovete fare attenzione alle emozioni: siate accorti alle passioni e agli affetti che legano e non liberano, poiché in tale modo limitate voi e gli altri, aprendo nuovi conti da poi estinguere nella vita o nelle vite. La mente in ciò può esservi d’ausilio, attraverso la capacità di discernimento che possiede, ma comunque accorti pure ad essa, che facilmente si inorgoglisce divenendo dispotica e volendo realizzare l’assoluta supremazia.
Mente, emozioni e corpo debbono essere in assoluta armonia: solo allora sentirete in voi stessi quella voce che sarà la vostra vera guida. Tale guida viene appellata da taluni intuizione, da tal altri angelo custode, da altri ancora scintilla divina: è in tale dimensione che sta il compimento, il fine, cioè Dio. Dopodiché dovrete coltivare quella voce, per renderla possente.
Quando la voce diverrà abbastanza forte, quando essa verrà obbedita e voi stessi diventerete quella voce, allora sarete Dio, poiché non v’è un Dio esterno, ma soltanto il Dio che potrete riconoscere in voi liberandovi.
Figlioli, accorti, poiché lungo il cammino, assai di frequente non comprendete intimamente le esperienze e vi perdete, vi perdete nel transitorio, mentre la vostra anima è in cerca dell’Eterno.
Per trovare la Gioia, per destare Dio in voi e darGli potere, dovete anelare la Verità, unica vera pace.
Con lo stabilirsi del compimento di voi e della pace individuale, seguono anche la pace il compimento del mondo.
La determinazione, il modo di raggiungere la Gioia, di guadagnare la Liberazione è nelle vostre mani. Non sta nelle mani di un Dio sconosciuto, o nei templi o nelle chiese, ma in voi stessi, poiché templi, chiese e religioni legano e voi dovete essere al di là di tutte le illusioni e di tutte le costrizioni, per poter raggiungere la Liberazione. Così, per raggiungere la Gioia che è in serbo per voi, dovete avere Forza, Coraggio e Conoscenza, e apprendere a distinguere ciò che ha fine da ciò che permanente, ciò che è illusorio da ciò che è vero.
Rendete la vostra vita semplice, senza tante complicazioni, tanti bisogni, tanti desideri. Vi dovrebbero, sulla Terra, essere meno divinità deificate dalle vostre necessità, meno templi per venerarle, non perché siano cattive o negative, ma perché in voi sta il potere di Dio: in voi sta il vero regno della Felicità, nel quale vi ritirerete per costruire la vostra vera vita.
Vi accorgerete che le divinità adorate nella materia come nello spirito non danno forza sufficiente, non danno vitalità bastevole all’uomo, che anela stabilire la Verità Permanente. Esse possono forse, con la vostra adorazione e venerazione, dare una soddisfazione momentanea, ma non condurre alla Verità alla quale mirate.
Sarò più esplicito, come già lo fui. Quando una persona da voi amata abbandona la dimensione terrena, nessun Dio può colmare la separazione e l’intimo dolore. Ma se siete capaci di unirvi alla persona perduta, non v’è necessità di alcun mediatore. Per stabilire quest’unione, l’unico aiuto che potete dare è la distruzione dell’entità separata, dell’essere separato che appellate io o me stesso.
Figlioli amati, per realizzare profondamente l’armonia fra le tre entità, la distruzione del senso di separatività, che genera egotismo e alterigia, è essenziale, poiché se l’egotismo non è vinto, con i suoi particolari desideri e con le sue necessità meramente individuali, crea sempre sospesi e debiti, che richiedono ripetute esperienze, sino alla realizzazione della Comprensione.
Amati figli, affinché la Comprensione si realizzi più favorevolmente pulite la mente e aprite il cuore: essi così collaboreranno armoniosamente e non vi sarà l’insana volontà di supremazia né da parte dell’una né dell’altro.
Vi dissi della porta da raggiungere e da superare per realizzare la Liberazione: rammentate sempre, figlioli, che è nel vostro cuore e dovete venire a questa porta ed aprirla sia mediante l’intenso Amore per la Liberazione, sia mediante l’ardente desiderio dello Spirito divenuto volontà che vincerà tutti gli altri desideri correlati alla materia, sia attraverso un immenso dolore che non potrà essere lenito, calmato o vinto dalla gioia superficiale che vi darà la misura dell’illusorio, mostrandovi che l’unica vera Gioia giunge dal di dentro ed è Amore puro non apparenza. Giunti a quel punto, in voi, vi sarà desiderio, ancora desiderio ardente come la Fiamma del roveto: desiderio ardente di diffondere Amore e di fare proseliti non di un credo, non di una corrente di pensiero, non di una religione, bensì discepoli d’Amore e di Libertà.
Che non vi intimorisca il Mio dire, che non paia eccessivamente arduo il raggiungere tale porta, poiché avete numerosissime possibilità per raggiungerla e l’Eternità come paesaggio.
E’ tempo che Mi accomiati, ma prima che ciò accada, voglio ancora rammentarvi che se credete che qualcuno possa aprire la porta al posto vostro, vi troverete dopo l’apertura illusoria ancora nel mondo esterno.
Come il figliolo di cui disse il Maestro Joshua Emmanuel raggiungete quella porta ricchi d’esperienza, che v’abbia resi saggi, quale risultato di tutta l’esperienza passata e, quando giungerete in tale modo, vedrete che la porta da voi creduta, a lungo, al di fuori, lontana, è dentro di voi. Essa è là, come il loto che contiene tutta la fragranza, tutta la gloria del Cielo.
Che la Luce sia con voi.
