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LA PORTA DEL CIELO

Autore: geniositerapia 26 mar 2012, Comments (0)

26 Marzo 2000

Salute a voi, amati figli.
Il Mio silenzio s’è un poco protratto e, quando ciò accade, avete ancora la tendenza a sentirvi un poco smarriti o meno accolti o meno uditi, ma ciò, amati figli, è da superare, poiché è dettato meramente dai limiti costrittivi della materia in cui siete inseriti.
Avete quesiti da porre e a tali quesiti avrete risposta, ma non nell’attuale venuta, poiché, come voi, pure Io debbo attenermi alla Legge e scopo della Mia attuale venuta è il trasmettere frammenti che condividerete con la moltitudine quando vi raggiungerà.
Fratelli, siate sempre memori che nella vita non c’è che un vero fine: pervenire alla Gioia, che non è la felicità, così come l’appellate voi, ma è la consapevolezza della Verità e la Volontà di  ricongiungimento con il Padre, attraverso la coerenza e il rigore, che favoriscono il superamento della dualità, riconducendovi all’Uno.
Fratelli amati, nel mondo della materia, non vi sono che due possibilità per raggiungere la Gioia, seppure nel primo caso sia illusoria e solo nel secondo veritiera: la conquista del mondo fisico o l’abbandono e la rinuncia di tale mondo.  Con la rinuncia, non vi suggerisco l’alienazione dal mondo fisico e da ciò che vi può offrire, bensì è un invito a farne uso con moderazione e saggezza, senza divenirne schiavi.
Gli umani, ovunque, cercano la felicità permanente, senza fine, eterna, ma sono presi come pesci in una rete, in una rete oscura, dalle cose transitorie che li circondano, da ciò che appellate, di frequente, inquietudini, attrazioni, passioni, conflitti, antipatie, odi, gelosie, da tutte  queste cose misere che legano.
Gli uomini, tutti insieme, è come se fossero un giardino pieno di fiori: ogni fiore cerca di espandersi, di vivere e dare il suo profumo, la sua bellezza, le sue necessità, i suoi desideri, di mostrare al mondo il suo pieno sviluppo.
L’uomo, assai di frequente, nel processo di espansione, di raggiungimento, nello schiudere se stesso, si perde nell’esteriorità, indi, sorgono le complicazioni, perciò egli deve distinguere, sin dal principio, ciò che è essenziale da ciò che non lo è.
Ogni essere, pure chi si professa ateo, è legato alla propria particolare religione, al proprio particolare credo, e ogni religione, ogni credo  proclama, con le proprie modalità, che fare il bene conduce al Cielo e il male all’inferno.  Ma, come ho di già detto, ciò che appellate bene o male non esiste: solo esistono Conoscenza e ignoranza, indi, il raggiungimento della Conoscenza, della Verità, sta in ognuno di voi.  Nel riconoscimento e nel raggiungimento di ciò sta la Liberazione.
Se riconoscete che la vita esiste per realizzare la Gioia, essendo voi il sogno felice del Padre, dovete mettere da parte tutto ciò che non serve o nuoce al suo raggiungimento.
Il Mio compito, in questa venuta, non è di stabilire delle regole, dei dogmi o dei credi, ma di rammentare la meta dell’umanità, per l’artista come per lo scienziato, per l’uomo di mente come per l’uomo di cuore, per il ferito come per il feritore, per coloro che appartengono ad una religione come per quelli che non ne hanno: la Gioia, la Gioia liberatrice è la meta di tutto il genere umano.
Per trovare la Gioia, per raggiungere la Liberazione, desiderate da ognuno di voi, dovete prima stabilire che questo regno, questa dimora, questo giardino, esistono in voi stessi, in ciascuno di voi.  Non esiste, in verità, alcun Dio esterno o una divinità del male che vi obblighi a vivere nobilmente oppure biecamente: non c’è che la voce della vostra intima coscienza, che vi dà il criterio per pesare sulla bilancia e distinguere non meramente ciò che giusto, da ciò che è sbagliato, ma ciò che è vero da ciò che è illusorio.
Se pensate a uno scultore al lavoro, vedrete come, a poco a poco, con argilla leggera, riempiendo la cavità, egli crei un viso pieno di vita.   Così, nell’esistenza umana, il processo di accumulare esperienze, vita dopo vita, v’insegna, attraverso il dolore e la gioia, a udire la voce interna che vi guiderà.
Rammentate sempre che in ognuno di voi vi sono tre entità: l’Intelligenza come espressione dell’anima, che potete paragonare a un fiore; le emozioni che sono il profumo del fiore e il corpo simile al vaso che contiene il fiore.  Ma il fiore, dopo essere stato reciso dal Giardino Celeste, necessita d’acqua per vivere: lo Spirito, figlioli.
Realizzate l’armonia fra queste entità, la comprensione, la sintesi, la simpatia d’intesa, per favorire il raggiungimento della meta.
La prima cosa che dovete apprendere a ordinare è l’entità più grossolana, indi, il corpo che è la base, poiché esso è fortemente influenzato dalla materia, essendo materia: esso desidera funzionare per suo conto e interferire nel processo delle altre due.  Indi, educate il vostro corpo, allenatelo e rendetelo disciplinato.
Ognuno di voi sa che il corpo necessita di controllo e di dominio, ma dovete pure rammentare che possiede aspirazioni e desideri propri che, di rado, sono in armonia con gli altri due corpi.
Similmente dovete fare attenzione alle emozioni: siate accorti alle passioni e agli affetti che legano e non liberano, poiché in tale modo limitate voi e gli altri, aprendo nuovi conti da poi estinguere nella vita o nelle vite.  La mente in ciò può esservi d’ausilio, attraverso la capacità di discernimento che possiede, ma comunque accorti pure ad essa, che facilmente si inorgoglisce divenendo dispotica e volendo realizzare l’assoluta supremazia.
Mente, emozioni e corpo debbono essere in assoluta armonia: solo allora sentirete in voi stessi quella voce che sarà  la vostra vera guida.   Tale guida viene appellata da taluni intuizione, da tal altri angelo custode, da altri ancora scintilla divina:  è in tale dimensione che sta il compimento, il fine, cioè Dio.  Dopodiché dovrete coltivare quella voce, per renderla possente.
Quando la voce diverrà abbastanza forte, quando essa verrà obbedita e voi stessi diventerete quella voce, allora sarete Dio, poiché non v’è un Dio esterno, ma soltanto il Dio che potrete riconoscere in voi liberandovi.
Figlioli, accorti, poiché lungo il cammino, assai di frequente non comprendete intimamente le esperienze e vi perdete, vi perdete nel transitorio, mentre la vostra anima è in cerca dell’Eterno.
Per trovare la Gioia, per destare Dio in voi e darGli potere, dovete anelare la Verità, unica vera pace.
Con lo stabilirsi del compimento di voi e della pace individuale, seguono anche la pace il compimento del mondo.
La determinazione, il modo di raggiungere la Gioia, di guadagnare la Liberazione è nelle vostre mani.  Non sta nelle mani di un Dio sconosciuto, o nei templi o nelle chiese, ma in voi stessi, poiché templi, chiese e religioni legano e voi dovete essere al di là di tutte le illusioni e di tutte le costrizioni, per poter raggiungere la Liberazione.  Così, per raggiungere la Gioia che è in serbo per voi, dovete avere Forza, Coraggio e Conoscenza, e apprendere a distinguere ciò che ha fine da ciò che permanente, ciò che è illusorio da ciò che è vero.
Rendete la vostra vita semplice, senza tante complicazioni, tanti bisogni, tanti desideri.  Vi dovrebbero, sulla Terra, essere meno divinità deificate dalle vostre necessità, meno templi per venerarle, non perché siano cattive o negative, ma perché in voi sta il potere di Dio: in voi sta il vero regno della Felicità, nel quale vi ritirerete per costruire la vostra vera vita.
Vi accorgerete che le divinità adorate nella materia come nello spirito non danno forza sufficiente, non danno vitalità bastevole all’uomo, che anela stabilire la Verità Permanente.  Esse possono forse, con la vostra adorazione e venerazione, dare una soddisfazione momentanea, ma non condurre alla Verità alla quale mirate.
Sarò più esplicito, come già lo fui.  Quando una persona da voi amata abbandona la dimensione terrena, nessun Dio può colmare la separazione e l’intimo dolore.  Ma se siete capaci di unirvi alla persona perduta, non v’è necessità di alcun mediatore.  Per stabilire quest’unione, l’unico aiuto che potete dare è la distruzione dell’entità separata, dell’essere separato che appellate io o me stesso.
Figlioli amati, per realizzare profondamente l’armonia fra le tre entità, la distruzione del senso di separatività, che genera egotismo e alterigia, è essenziale, poiché se l’egotismo non è vinto, con i suoi particolari desideri e con le sue necessità meramente individuali, crea sempre sospesi e debiti, che richiedono ripetute esperienze, sino alla realizzazione della Comprensione.
Amati figli, affinché la Comprensione si realizzi più favorevolmente pulite la mente e aprite il cuore: essi così collaboreranno armoniosamente e non vi sarà l’insana volontà di supremazia né da parte dell’una né dell’altro.
Vi dissi della porta da raggiungere e da superare per realizzare la Liberazione: rammentate sempre, figlioli, che è nel vostro cuore e dovete venire a questa porta ed aprirla sia mediante l’intenso Amore per la Liberazione, sia mediante l’ardente desiderio dello Spirito divenuto volontà che vincerà tutti gli altri desideri correlati alla materia, sia attraverso un immenso dolore che non potrà essere lenito, calmato o vinto dalla gioia superficiale che vi darà la misura dell’illusorio, mostrandovi  che l’unica vera Gioia giunge dal di dentro ed è Amore puro non apparenza.  Giunti a quel punto, in voi, vi sarà desiderio, ancora desiderio ardente come la Fiamma del roveto: desiderio ardente di diffondere Amore e di fare proseliti  non di un credo, non di una corrente di pensiero, non di una religione, bensì discepoli d’Amore e di Libertà.
Che non vi intimorisca il Mio dire, che non paia eccessivamente arduo il raggiungere tale porta, poiché avete numerosissime possibilità per raggiungerla e l’Eternità come paesaggio.
E’ tempo che Mi accomiati, ma prima che ciò accada, voglio ancora rammentarvi che se credete che qualcuno possa aprire la porta al posto vostro, vi troverete dopo l’apertura illusoria ancora nel mondo esterno.
Come il figliolo di cui disse il Maestro Joshua Emmanuel raggiungete quella porta ricchi d’esperienza, che v’abbia resi saggi, quale risultato di tutta l’esperienza passata e, quando giungerete in tale modo, vedrete che la porta da voi creduta, a lungo, al di fuori, lontana, è dentro di voi. Essa è là, come il loto che contiene tutta la fragranza, tutta la gloria del Cielo.
Che la Luce sia con voi.

APPRENDETE AD ESSERE LIBERI

Autore: geniositerapia 28 feb 2012, Comments (0)

28 febbraio 2000

Salute a voi, amati figli.
Amati, siate sempre memori che, in ogni venuta, nel Mio dire, v’è il seme dell’Amore, della Libertà e della Verità, ossia della Luce di cui siamo plasmati: seme che vi offro con tutto l’Amore che il Cielo nutre per i suoi figli, affinché riconosciate il Divino che in voi dimora, assai di frequente dimenticato, deriso e denigrato.
Rammentate, però, che Noi possiamo donarvi il Nostro Amore, il Nostro desiderio ardente di Verità, ma la volontà si deve attivare in voi, in voi dev’essere il continuo battere d’ali per raggiungere l’aria libera, rifuggendo la prigionia.  Devono essere vostri il desiderio come la volontà di realizzare la Liberazione, così come deve appartenervi il fiore della gioia come della sofferenza, affinché vi siano d’ausilio nel discernere il Vero dall’illusorio, la Conoscenza dall’ignoranza.
Figlioli, siate discepoli della Verità, ovunque essa si trovi e chiunque la indossi.
Sappiate vivere con acuta, ma umile attenzione le esperienze lungo il cammino, affinché non vi siano necessari ripetuti e sofferti errori per giungere alla comprensione: solo in tale modo, l’esperienza vi libererà, anche nella vita terrena, senza costringervi, come invece spesso accade a causa della vostra sordità e della vostra cecità.
Accorti alle brame, amati figli, accorti alle passioni ardenti, che vi spingono verso i mondi inferiori, poiché è energia che si disperde e non si rigenera, portando ad un progressivo depauperamento.
Non perdetevi, quando potete, in false mete e fini illusori, poiché esiste la Meta e il Fine che vi attendono, da quando abbandonaste la dimora del Padre.
Per la vostra Liberazione, non dipendete da alcuno, neppure da Me.
Colui che giunse nella dimensione terrena come l’Unto pronunciò ciò che gli umani ebbero ed hanno ancora difficoltà a comprendere, poiché temono la Libertà e costruiscono recinti, per sentirsi rassicurati e guidati, anelando una minore responsabilità nelle scelte.   Egli disse nel corso della Sua permanenza terrena: “ Potrete creare molti templi, quando sarò morto, ma non creerete mai questi templi finché Io vivo”.
Di frequente, v’ho parlato della chiesa di pietra che è, al di là dei culti e dei credi, la chiesa dell’uomo con i suoi limiti espressi dalle mura e con i suoi angoli bui come manifestazione delle umane paure, come  delle sue regole e dei suoi dogmi.
Non v’è critica alle religioni e alle leggi in esse inscritte, poiché le chiese più limitanti sono quelle che costruite in voi, lasciandovi governare da una ragione arida e spesso ottusa, perché sorda al cuore.
L’invito dell’Unto non è a costruire mura, poiché egli è la Via, la Verità, la Vita ma meditare profondamente sulla Libertà e sulla Verità donate dal Padre ai figli, i quali le hanno gestite secondo il loro pensiero e la loro cultura.  Sappiate che vi sono i recinti: rispettateli e sceglieteli, se lo volete, ma il Padre è ovunque e sempre.  Soprattutto, non recatevi nelle chiese a pregare un morto, poiché Egli vive sempre: risorgendo Egli ha mostrato che la Vita vince la morte.  Pregate nell’agire quotidiano essendo coerenti e retti: così andando in chiesa pregherete per  il vivo, poiché Egli vive e vivrà in voi.
Rivolgendosi a colui che fra i discepoli l’aveva riconosciuto, l’Unto affermò che su di lui sarebbe stata costruita la Sua Chiesa: indi, sulla Verità e ovunque vi sia Amore, Verità e Libertà v’è la Sua Chiesa.
Il Maestro disse ancora, seppure non ne avete più memoria, che gli uomini quando temono che una verità decada cominciano a costruire delle mura intorno ad essa.  Egli disse a coloro che lo udivano: “Io vivrò per sempre e nessuno potrà, in verità, costruire intorno a me”.
Amati figli, accorti a tale dire: in esso v’è assai di più di ciò che appare e che possa sull’immediato essere compreso, poiché non è filosofia ma un monito: nel momento in cui costruite un tempio in voi e fuori di voi limitate la Libertà che è in voi.
Amati figli, neppure Io debbo essere il vostro tempio, indi, non cadete storditi e affascinati dalle Mie parole: siate sempre vigili, poiché se non lo foste sareste altrettanto in prigione o anche più di quanto lo eravate prima di venire in questo luogo.
Vi amo e voglio aiutarvi ad essere liberi.
Rammentate, figlioli, vi è una sola Legge per tutti che ha in sé il raggiungimento della Libertà.
Sia che gli umani adorino gli idoli in santuari oscuri o in vecchi templi meravigliosi o compiano cerimonie in magnifiche vesti con incensi e tintinni di campane o siano mistici che anelano di conseguire, di raggiungere la comunione con lo Spirito Eterno, ebbene, vi è una Legge per tutti.
Ogni essere cerca di sfuggire, con le sue modalità alla sofferenza, alle cose che lo legano e cerca di sfuggire alle strette rotaie della materia in cui è prigioniero, in cui è preso, in cui sta dibattendosi come un uccellino,  per poter uscire alla aria pura e raggiungere la sua meta che si concretizza attraverso la realizzazione della missione, che può, al termine della permanenza terrena, condurre alla negazione di quest’ultima, comprendendone l’oscurità e il disarmonico messaggio.   Chi ha nella sua missione la necessità di ledere sé o gli altri, non è al di fuori dell’Ordine, ma è disarmonico rispetto all’Ordine, indi, al termine di tale esperienza terrena rinuncerà a tale missione avendone compresa l’inutilità e la disarmonia.
Amati figli, inscritta in ogni essere v’è la Liberazione, in cui vi sono i Valori, che intimamente dovete sentire come meta, poiché se vi lascerete attrarre da mille effimere mete, e indi dai valori terreni, sarete come la nave perduta senza gli strumenti che la guidano; sarete in balìa di ogni vento, di ogni onda che passa, e trascinati a tutti i porti ove intimamente la vostra essenza non vuole andare.
Ma, dal momento in cui avrete riconosciuto i Valori e l’Amore che li nutre, allora avrete scoperto il porto nel mare della Vita.  E dal momento in cui avrete scoperto quel porto, comincerete a comprendere che dovete rinunciare a ciò che prima vi pareva irrinunciabile, alle divinità che avevate create, perché la Liberazione è al di là delle divinità ed è al di là di ogni possibile costrutto dell’umanità.
Una volta entrati in quel porto, diventerete veri devoti, amanti della vera Vita, perché avrete trovato la Liberazione.
Solo quando avrete compreso ciò, potrete, in verità, essere d’ausilio alle navi che si sono perdute nel mare per condurle, testimoniando attraverso la vostra rettitudine e coerenza di vita, verso quel porto  dove c’è ristoro, dove non c’è abbandono, dove c’è Amore.
Per destare in voi il desiderio dei Valori, per aiutarvi a tradurre il desiderio in volontà, Io sono qui con voi.  Per tale motivo, traduco il Nostro Amore in parola, affinché divenga per voi ispirazione.  Io sono qui per dirvi che il porto esiste e che potete raggiungerlo.
Amati figli, potrete anche credere di vivere bene nell’illusione e talora proverete pure una temporanea allegria, ma sino a che non riconoscerete l’unico vero bisogno dell’uomo sarete come animali impigliati in una rete.
Qualsiasi cosa facciate, qualunque siano le vostre azioni, le vostre idee, le vostre cerimonie religiose, esse agiranno come una rete per legarvi sempre più, per rendervi schiavi, ed è anche per questo che Io sono qui, per aiutarvi a tagliare questa rete avviluppante che vi sta attorno, onde possiate essere liberi.
Apprendete ad essere liberi, amati figli, affinché della materia possiate usufruire, ma non ne diveniate schiavi.  Siate liberi da ogni cosa, dai maestri, dalle scuole, dalle religioni, da ogni vita e da ogni morte.
Amati figli, siete assetati.  Se volete l’acqua che calmerà la vostra sete, che vi libererà da ogni cosa, abbandonate tutto salvo l’Eterno.
Nell’abbandonare l’effimero, l’illusorio, il transitorio, il fuggevole, raggiungerete l’Eterno, il permanente, il senza fine, il vero.  Poiché nel permanente, nel vero vi è l’unica felicità: vi è l’Eternità.  Nel permanente è stabilito, reso visibile, l’unico Dio del mondo: il vostro sé purificato.
Che la benedizione del Cielo scenda su di voi.

L’ESSERE e L’ESISTERE

Autore: geniositerapia 30 gen 2012, Comments (0)

31 gennaio 2000

Salute a voi, amati figli.
Giungo poiché debbo discorrere un poco  con voi, debbo porgervi nuovi frammenti che possano favorire meglio la vostra comprensione, come la meditazione del mio dire passato, per condurvi a svelare l’enigma, che in verità enigma non è, ma è la verità meramente celata dalle parole.
Ordunque procediamo.
Quando il Maestro Joshua Emmanuel, per volontà del Padre, raggiunse la dimora terrena offrì  propriamente in nome del Padre la preghiera a Lui rivolta.
In essa vi è espresso un pensiero assai importante: Dacci oggi il nostro pane quotidiano.
Quanto è importante questa richiesta che è stata interpretata in molteplici modi.
Ordunque procediamo poiché nel mio dire v’è volontà di semplicemente dire.
Figlioli, nel pronunciare: dacci oggi il nostro pane quotidiano, v’è l’appellare il Padre per ricevere l’Amore che è gratuito, che è incondizionato come imparziale e costante.
Il Padre sempre ama, indi la richiesta, quotidianamente, di giorno, di notte, sempre è esaudita; sta a noi raccogliere l’Amore che viene offerto.
Dio è infinito, e l’infinito è un Suo attributo come lo spazio d’altronde, mentre non lo è il tempo che è mera immaginazione, ma di ciò diremo in seguito.
Ordunque, Dio è Amore totale, Potere totale, Saggezza totale.
Questi tre stati sono ed esistono.
Tale distinzione è assai importante poiché dovete apprendere a discernere tra l’essere e l’esistere.
Dio è, ed è pure esistenza, cosa significa ciò in verità.
Dio, come Amore assoluto, come Potere assoluto, esiste, ed esiste pure la Saggezza assoluta ma prima d’esistere è.
Or ora, sarò più esplicito.
Dio è Vita, ma nella dimensione dell’esistenza Egli è l’espressione della Vita.
Ordunque, la differenza radicale tra l’è e l’esistere sta su due piani.
Il piano, o meglio lo stato dell’essere, altro non è che l’essere nella totale autosufficienza divina; mentre il piano dell’esistenza è l’espressione della totale Volontà divina autocompiacente.
Ebbene figlioli, nel dire ciò dovete però rammentare che ciò che spesso viene detto del Padre è erroneo.
Egli viene definito la Mente, il Costruttore, l’Architetto, da taluni pure il Grande Demiurgo; ma in verità, Dio non è Mente, ma la Mente è di Dio, cosa assai diversa, amati figli.
L’Amore del Padre si esprime nella totalità e tutto ciò che vi raggiunge non è propriamente Amore del Padre poiché, non dimenticate, che voi tutti siete cocreatori, indi avete responsabilità nell’agire e nell’interagire. Ciò che è Amore del Padre nell’imparzialità, nella gratuità, nell’essere incondizionato e totale, fa si che nel discendere vada ad alimentare la cosiddetta vitalità eterica permettendo così l’azione nella materia dello Spirito Santo.
Facciamo ritorno alla mente, che non è Dio ma è di Dio.
Ebbene figlioli, v’è un grosso pericolo nel deificare la mente come molti hanno fatto e fanno or ora, poiché nel deificare la mente si corre il rischio del mistico asceta.
Il mistico asceta anela il superamento dei sentimenti, delle emozioni, sino al superamento pure delle sensazioni per giungere ad una sorta di munificenza illuminata in cui, però, non riesce a permeare profondamente l’autosufficienza divina poiché è attraverso il controllo della mente che nega tutto il resto.
In fondo il mistico non ha compreso un aspetto assai importante.
Non è attraverso il raggiungimento del nulla  che si trova Dio.
La cosiddetta pratica del nirvana è stata malamente interpretata.
In verità voi non dovete anelare il nirvana come gli umani lo hanno descritto, cioè come annullamento, bensì la Teosi, ossia l’essere e raggiungere profondamente l’essere Dio che consiste non nel raggiungere il nulla bensì l’Assoluto Tutto.
Ordunque, procediamo.
Ebbene esistono piani differenti, così come esiste la possibilità, come la probabilità, essa è infatti una delle leggi, di cui vi dirò, della dimensione divina.
Ma approfondiamo ciò che concerne il vostro percorso umano facendo riferimento alla semplice, ma fondamentale espressione che vi è giunta attraverso i testi sacri.
E Dio disse: “Luce sia”, e Luce fu.
Che pensate significhi in verità? Non dite: creazione; poiché già tutti gli umani lo hanno affermato, indi, dite altro.
Figlioli, il segreto non sta nella “Luce” ma nel “disse”; poiché è la discesa della Luce.
Altro non significa che nel pronunciare, Dio passa dall’essere all’esistere.
Ed ecco ciò che ho cercato inizialmente di trasmettere ai miei amati fratelli.
Nel “disse” sta il segreto poiché nulla è divenuto, poiché tutto era come tutto è.
In verità si dice di creazione, come si dice di emanazione, ma tutto era in Dio come tutto è in Dio. Acquista l’essere, nella manifestazione, forma.
Ebbene figlioli, immaginate Dio, e perché si possa manifestare Egli ha bisogno di due mani come un umano, e le due mani altro non sono che il Figlio e lo Spirito Santo.
Ebbene, amati figli, è tempo di procedere affinché comprendiate qual è in verità il vostro percorso. Rammentate proprio che in relazione all’essere e all’esistere, voi siete giunti per perseguire la Vita, non il fenomeno della vita, indi non le illusioni, indi non ciò che è artefatto ed apparente, voi siete giunti per raggiungere la Verità che vi condurrà al Padre.
Accorti figlioli, vi ho definiti cocreatori, indi siete in grado con i vostri pensieri di creare e il rischio è creare immagini e poi realtà non costruttive ma distruttive.
Il Maestro Joshua Emmanuel ha definito tali pensieri spiriti sordi e muti e di ciò sarebbe bene leggeste.
(Il brano si trova in Marco 9, 14-29)
E giunti presso i discepoli, li videro circondati da molta folla e da scribi che discutevano con loro. Tutta la folla al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: “Di che cosa discutete con loro?”. Gli rispose uno della folla: “Maestro, ho portato da te mio figlio, posseduto da uno spirito muto. Quando lo afferra, lo getta al suolo ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti”. Egli allora in risposta disse loro: “O generazione incredula! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me” E glielo portarono, alla vista di Gesù lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava spumando. Gesù interrogò il padre: “Da quanto tempo gli accade questo?”. Ed egli rispose dall’infanzia, anzi spesso lo ha buttato persino nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa abbi pietà di noi e aiutaci”. Gesù gli disse: “Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede”. Il padre del fanciullo rispose ad alta voce: “Credo, aiutami nella mia incredulità”. Allora Gesù vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito immondo dicendo: “Spirito muto e sordo, io te l’ordino, esci da lui e non vi rientrare più”. E gridando e scuotendolo fortemente, se ne uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: “E’ morto”. Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò ed egli si alzò in piedi.
Entrò poi in casa e i discepoli gli chiesero in privato: “Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?” Ed gli disse loro: “Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera e il digiuno”.
Sono pensieri, sono pensieri, come avete detto, ma pensieri intesi come desideri; quei desideri che non riuscite mai ad appagare poiché più li sfamate più diventano famelici  nel domandare, indi preghiera e digiuno, nel senso della preghiera interiore del cuore e dell’allontanamento da tali desideri che altro non fanno che distruggere. Sono i meri desideri della materia.
Ora, vi faccio un riferimento che in pochi, davvero in pochi, hanno compreso.
Ordunque la materia è paragonabile a Circe e sapete perché?
La materia trasforma gli uomini in porci.
Vedete, l’esperienza è il dono che il Padre fa ai suoi figli, ma i figli dovrebbero sempre rammentare delle semplici regole.
Ossia ciò che è bene non deve provocare dolore e non deve essere neppure fonte di illusione, e poi, assai importante, non deve ledervi come non deve ledere, e poi, figlioli, deve essere utile perché se non è utile è meramente uno spreco  di  un popolo di  ignoranti.
Cerchiamo di meglio comprendere tutto ciò.
Circe  trasforma gli uomini in porci. La materia trasforma gli uomini in porci poiché v’é involuzione, poiché v’è separazione da Dio.
Ebbene conoscere la materia e dominarla, vuol dire dominare Circe che non esercita più incantesimo ma esercita accanto a voi divenendo una divinità benefica. Indi, conoscete la materia ma non lasciate che vi soggioghi con desideri effimeri e divoranti.
Quanti danni profondi hanno attuato in voi i denari, quanti danni hanno attuato in voi il sesso che non conosce amore ne comunione, e quanti altri sono i danni attuati dalla prevaricazione che è volontà di potere, privando gli esseri di libertà.
Ebbene figlioli, questi desideri effimeri, quando vengono realizzati, danno una apparente soddisfazione, infatti molti ignoranti si definiscono felici poiché è un appagamento superficiale, ma intimamente la loro anima soffre, e tale sofferenza si manifesta nel disallineamento che conduce a malattie fisiche e psichiche.
Figlioli, come disse il Maestro Joshua Emmanuel, non accumulate tesori in terra, ma accumulate tesori in Cielo. Sapete dov’è il vostro tesoro?
Vorrei che leggessimo insieme.
(Il brano è in Matteo 6, 19)
“Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché la dov’è il tuo tesoro sarà anche il tuo cuore”
Ordunque figlioli, realizzate la Vita, indi la Luce e non l’ombra della Vita. In seguito vi dirò ancora.
Non mi allontano, seppure mai mi allontano, senza salutarvi con la Mia benedizione amorevole.
La Luce sia con voi.

SU NASCITA E MORTE

Autore: geniositerapia 17 dic 2011, Comments (0)

19 Dicembre 1999

 Salute a voi, amati figli.

Giungo, or ora, figlioli, poiché è prossima la festività della natività storica del Maestro Joshua Emmanuel, per dirvi della morte, poiché l’una è condizione necessaria per l’altra e viceversa.

Giungo pure per dirvi dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso. Vi pare strano, figlioli, che vi parli in tale modo, dopo avervi detto che la colpa e il peccato sono mere invenzioni umane? Inferno, Purgatorio e Paradiso esistono e vi dirò come e ove si trovino, in verità.

La morte, è in verità, la dissociazione dei quattro corpi costituenti l’essere.

Questa dissociazione rompe un equilibrio che era mantenuto dal cosiddetto principio vitale. E, indi, ciascuno dei quattro corpi tende, per spinta intrinseca, a tornare nel serbatoio cosmico che gli è proprio. A seconda di dove si localizzi il livello di coscienza, al momento della morte, si possono verificare quattro situazioni:

La coscienza è orientata sul corpo saturniano. In questo caso, ogni vera unità individua cessa nella morte, tanto che al momento del distacco del lunare dal saturniano, avviene una vera e propria seconda morte. Il lunare, inglobando in sé i due principi più alti, li allontana per sempre dal saturniano. In quest’ultimo la coscienza si disgrega seguendo i processi di putrefazione del corpo fisico: è l’Inferno descritto minuziosamente e talora pure fantasiosamente dalle religioni, che secondo talune prosegue poi nella metempsicosi.

La coscienza è dislocata sul corpo lunare. Le possibilità sono molte perché in questa vasta zona astrale tutto dipende dal grado di purificazione raggiunto. Fuor di metafora, vizi e virtù praticati in vita costituiscono elementi decisionali importanti, poiché nutrono energie individue, ossia gli elementali. Queste energie possono indi attrarre l’anima verso una zona astrale alta o bassa. Però questo tropismo è determinato pure dal peso specifico karmico dell’anima stessa: è il Purgatorio delle religioni.

La coscienza è dislocata sul corpo mercuriale. Qui l’anima diviene cosciente, in gran parte, del meccanismo del trapasso. A seconda del grado di purificazione raggiunto, l’individuo storico dirige coscientemente le fasi del post mortem preparando un nuovo seme animico, fino al momento reincarnativo successivo. E’ questa un’anima che può discendere presto, se lo domanda, conducendo con sé quanto ha generato nelle precedenti esistenze, per procedere più celermente nel percorso evolutivo.

La coscienza è dislocata sul corpo solare. I quattro corpi formano una unità indistruttibile. La morte non è più una crisi temuta della propria evoluzione, ma rappresenta soltanto un disfarsi di un abito vecchio per assumerne, se si vuole, uno nuovo.

La coscienza che è immersa nella Legge Universa, consapevole di una missione divina, gode di possibilità infinite: è il Paradiso delle religioni.

Fratelli, la morte è il sonno che prepara una novella fase della ininterrotta esistenza degli esseri. E’ la notte che precede una incarnazione nuova.

E’ pure una purificazione incompleta, poiché la rinascita porta in germe la memoria della vita vissuta anteriormente.

Nella prima fase, l’analogia con il sonno rappresenta la coscienza che si obnubila. Ininterrotta esistenza per affermare l’Eternità dell’esistenza.

Se vedete questa Eternità analogica alla Luce del Sole, la notte rappresenterà quella breve pausa in cui l’anima sosta nella crisi evolutiva di maturazione. Ecco perché nella seconda fase, v’ho descritta la morte come purificazione incompleta, poiché essa separa ed elimina l’impuro solo a condizione che questo sia stato già precedentemente assimilato, come dire, digerito, utilizzando un termine fisico, dalla coscienza, altrimenti esso entrerà nel destino dell’esistenza della futura incarnazione come malattia o come fato avverso.

Il vero terapeuta sacerdote non deve credere che il suo compito sia meramente quello di curare, ma suo dovere, se intraprende il cammino di cui ripetutamente abbiamo detto è di aiutare le anime in via di disincarnazione, dato che questo è un momento delicato e pericoloso: l’anima temporaneamente si trova sola, in zone sconosciute, in preda alla paura.

Sempre quando un essere si trova vicinissimo alla morte, pure quando questa non si realizza, prima di obnubilarsi, cessando le funzioni organiche, vive in un lampo istantaneo tutti i fatti salienti della propria vita: è l’incisione sull’anima di quanto il DNA delle cellule cerebrali aveva memorizzato.

Anima nella cui incisione risulterà una deformazione astrale più o meno accentuata a seconda del grado di impurità accumulate nella precedente esistenza.

Vi dirò, in seguito, dell’antico rito dell’unzione che la chiesa cattolica ha ridotto all’estrema unzione del corpo fisico, avendo perduto, poiché non v’è più memoria, il primordiale significato d’accompagnamento nell’altra esistenza: la vera Vita..

Il rito di cui v’ho dato anticipazione richiede Amore, totale Amore, che favorisce, accelerandolo, il distacco definitivo dell’anima dal corpo del defunto. Infatti nel corpo in via di decomposizione si aggirano le forme pensiero e gli elementali che costituivano la vecchia personalità e che tendono a non lasciare libera l’anima, ma a legarla ai ricordi del passato vampirizzandola ulteriormente. Avete compreso perché lo spiritismo è lesivo per i vivi che rischiano di veder deluse le loro aspettative come per i defunti che debbono liberarsi non solo dalle loro catene passate, ma pure da quelle che siete voi ad imporre?

L’Amore farà sentire meno duro il distacco dell’anima dalle energie astrali possedute in vita, e sentendosi meno sola, sentendosi amata, sappiate figlioli che ripagherà in modo occulto, ma altrettanto generoso.

Il distacco dell’anima dalle energie astrali è drammatizzato soggettivamente nella confessione negativa dell’anima di fronte ai 42 giudici di cui meglio vi potrà dire la giovane che ama la terra d’Egitto e che ha il cuore assorto in solitari pensieri.

42 giudici: 6 le energie della manifestazione – le 6 facce del cubo – per 7 le energie astrali planetarie, corrispondenti alle Funzionalità. L’Anima proclama in purità di cuore la assoluta mancanza in lei delle 42 colpe. Dopo di che avviene il peso del cuore, ma ciò è da voi di già conosciuto. Vi dirò, in seguito, dei simbolismi celati.

Prima di accomiatarMi debbo lasciarvi la preghiera che è d’aiuto a coloro che abbandonano l’abito terreno, affinché la paura, di cui v’ho detto, sia assai breve come pure la solitudine.

Ripetutamente, v’ho detto, che non v’è solitudine, poiché le anime vengono accolte, ma spesso il trapassato non le scorge, poiché è ancora immerso nella dimensione terrena, indi, il pronunciare tale preghiera è l’ausilio d’Amore di chi sulla terra dimora ancora verso chi la sta abbandonano.

Anime che su questa terra del Cielo amaste colui che diparte accorrete in suo aiuto, affinché l’Amore lo pervada.

In nome dell’Amore accorrete affinché quest’atomo del grande Corpo non si senta smarrito, poiché lo spazio e il tempo non esistono più.

Vi prego, giungete.

Slanciatevi dalle eteree regioni che vi ospitano e raggianti della Luce che avete veduto, vibranti d’Amore, accorrete con la volontà della Luce del Padre che sì tanto amate.

Giungete per la sacralità dell’Universo, per l’Impronunciabile nome di Dio.

Accorrete guidati dall’angelo del perdono, affinché nel momento del giudizio che l’anima giunta attuerà non si senta sola e afflitta, ma abbia consolazione.

Accorrete Forze e Intelligenze, affinché l’oscurità della purificazione non intimorisca chi si sente ancora straniero.

A tutte le Forze di Dio, domando di calmare il turbinio in cui l’anima è avvolta.

Preservatela dalla paura.

Aiutatela nella liberazione dalle larve emozionali delle sue passioni terrene.

Tale preghiera, figlioli amati, è stata consegnata, in ogni tempo e in ogni spazio. Taluni umani l’hanno conservata, tal altri l’hanno modificata, ma da sempre il Cielo l’ha donata alla terra, affinché l’abbandono dell’abito materiale fosse meno sofferto, ma gli umani del vostro tempo non ne sono più memori, poiché sono assai concentrati sul terrore della morte e orientati alla ricerca di sempre novelli elisir per sconfiggerla, sconfiggere, poi, ciò che l’anima, dopo l’esperienza terrena, anela come liberazione dai limiti della materia, per farvi ritorno in seguito e procedere nel percorso evolutivo che riconduce al Padre, con una Luce progressivamente sempre più intensa.

Che la Luce sia con voi.

8 Dicembre 1999

Salute a voi, amati figli.

Giungo per trasmettervi frammenti di pensieri, non intesi come espressione dell’intellettualità, bensì come raggi d’Amore, che possano favorire la vostra comprensione, come quella della moltitudine che s’appresta a raggiungervi.

Argonauti dell’Antro, sono a conoscenza della vostra necessità di porre domande alle quali darò risposta, quando Mi sarà concesso, ma or ora giungo, poiché come ho di già detto, presto la moltitudine vi raggiungerà e il Padre provvede sempre a dissetare come a sfamare i suoi figli, pure quando questi, come accade assai spesso nella dimensione terrena, ostinatamente rifiutano acqua e cibo divini.

Agli argonauti dell’Antro, dico di essere sempre memori del significato inscritto nel gruppo che è stato costituito come Laboratorio nel quale vivere le esperienze, educare la pazienza e l’accoglienza, recidere i rami secchi del passato, incidere le ferite purulente delle sofferenze sepolte, e risolvere le proiezioni di conflittualità e disagi che vi sono stati compagni nel tempo che ha preceduto questo tempo.

A coloro che appartengono alla moltitudine dico e ribadisco che non vi è discriminazione alcuna tra coloro che costituiscono l’Antro, in qualità dei sette argonauti, e coloro che fisicamente non ne fanno parte, poiché è meramente una modalità di trasmissione differente, che in seguito muterà e poi muterà ancora, poiché voi tutti, con le vostre molteplici differenze e caratteristiche rappresentate l’Anima del Mondo che professa la sua fede nella Verità e nell’Amore, riconoscendo il limite della vita inferiore, consci del Valore della Meta: la Gioia come totale Autoconsapevolezza, conducente alla vera Libertà.

Ebbene, figlioli, prima di procedere, vi domando, per rieducare i vostri cuori un poco sonnolenti, di offrire, quotidianamente, un pensiero d’Amore ad un vostro fratello terreno, che riteniate ne abbia, in quel momento, maggiore necessità. Riappropriatevi dell’unico talento che meriti d’essere posseduto e che generi gioia: il dono dell’Amore.

  • Colui che pone il suo amore e la sua fiducia in Dio supera la solitudine umana.

  • Pregate sempre affinché la morte fisica vi trovi lodando Iddio in Amore e Verità.

  • L’unione col Padre genera gioia e pace.

  • Pregate prima Dio con l’anima vostra, accoglietelo nel cuore, pensate a Dio con la mente ed Egli provvederà a voi: ai vostri bisogni primari come a quelli straordinari.

  • La preghiera vissuta un istante profondamente vale di più che le lezioni teoriche ruminate durante tutta l’esistenza terrena.

  • Nella disgrazia e nel momento della morte, l’uomo svela ciò che ha veramente in sé.

  • Non vi è pace, né sicurezza nel vostro mondo. La disgrazia vi tiene continuamente svegli: è malauguratamente l’istruttore più convincente per gli umani.

  • L’uomo che ha compreso l’Amore si illumina e illumina il percorso vivificando chi e che cosa gli si avvicina.

  • L’uomo che vive nel possesso uccide intimamente sé e rabbuia chi lo incontra sul cammino.

  • Non si può essere in contatto con Dio che nella pace interiore, come non si può conversare con gli uomini che nella quiete esterna.

  • Chi vive in Dio, vive di umiltà. Chi vive in sintonia col Cielo, possiede in sé una intima riservatezza di tale intesa.

  • L’acqua purifica il sudiciume del mondo materiale. Il fuoco perfeziona la virtù dell’acqua. Figlioli, siate acqua e fuoco.

  • Dietro ai cambiamenti del mondo rimane l’essenza eterna della Vita.

  • L’Armonia sarebbe se riusciste a pensare e ad agire come se il mondo vi appartenesse e che doveste restituirlo al Padre arricchito e non impoverito.

  • La miseria, la schiavitù, la malattia, la vecchiaia e la morte vi riconducono costantemente verso l’unica realtà vera e non illusoria: Dio.

  • Predicare la rinuncia e attaccarsi alle ricchezze terrene è come condannarsi alla doppia morte.

  • Apprendete ad usare discretamente e in prestito d’uso le cose del mondo e rammentate di lodare Dio per le occasioni che vi offre.

  • Ciò che cerca di alienare il Padre distrugge il figlio e ciò che vessa l’uomo eclissa Dio.

  • Colui che rinuncia alle illusioni della terra come alle aspettative verso il Cielo riceve Dio senza ostacoli.

  • Dio trasmette la Sua Conoscenza e infonde il Suo Amore a tutti, ma li ricevono coloro che si comportano da figli, riconoscendo il Padre.

  • La Conoscenza originale comporta un’immensa tentazione per l’uomo mortale, ed è perciò che può essere svelata solo ai cuori puri, umili, fedeli e accoglienti.

  • La Conoscenza è, in verità, la riunione dell’uomo con la sua origine eterna, viva e libera.

  • Colui che giunge alla Verità divina conosce la Libertà.

  • L’idolatria di sé e delle illusioni che avete erette a divinità conducono alla triste morte.

  • L’Amore di Dio conduce alla saggezza.

  • Non imponete nulla per mezzo della costrizione, neppure la Verità, se ciò deve provocare la disputa e l’odio.

  • Tutto ciò che mandate ritorna a voi aumentato. Non autocommiseratevi, quando acquisterete consapevolezza di aver leso un vostro fratello, addebitando ad altri i vostri comportamenti, poiché assai spesso divenite ciò che avete scelto d’essere.

  • Dio possiede il dono dell’umorismo perfetto. Si burla amorevolmente degli orgogliosi, dei denigratori, degli egoisti e dei cupidi.

E’ tempo che Mi accomiati: giungerò presto nuovamente.

Che la benedizione del Cielo soffi su di voi con le ali dell’Amore del Padre.

LA LIBERAZIONE STA DENTRO DI VOI

Autore: geniositerapia 23 ott 2011, Comments (0)

24 Ottobre 1999

Salute a voi, amati figli.

Salute agli argonauti dell’Antro che, talora, a causa del Mio silenzio verbale, mai d’Amore, si sentono orfani, ma che rispetto al tempo di già andato hanno appreso ad essere assai più pazienti e meno dipendenti dal Mio dire.

Salute a tutti i convenuti invitati sia dalla ricerca interiore come pure dalla curiosità personale: ambedue, al fine, se vissute con semplicità e umiltà conducono al percorso della cerca, che ha come meta la Liberazione.

Rammentate sempre, figlioli, che per potervi liberare dalla cattività dell’illusione dovete votarvi alla Verità, che deve essere espressione di Consapevolezza e deve essere plasmata dall’Amore.

L’umano, nel processo di espansione, di raggiungimento, nello schiudere se stesso, si perde nell’esteriorità. Indi, sorgono le complicazioni, perciò se egli vuole percorrere il cammino della Verità deve distinguere ciò che essenziale da ciò che non lo è. In seguito, vi parlerò ancora di ciò.

Rammentate, figlioli, che la Consapevolezza, seppure talvolta assai dolorosa, può essere solamente fruttuosa, quand’è vissuta da ciascun essere nella profondità della propria coscienza, ove la vita medesima è celata.

Ciò che conduce ad essa è l’eliminazione dell’illusione e la rivolta creativa, e di ciò vi dirò meglio.

Figlioli, la rivolta creativa è volta a realizzare la liberazione dell’Io nelle sue molteplici forme, affinché l’uomo torni ad essere Dio e non più uno schiavo automa.

Tradizioni rigide, sistemi di pensiero strutturati, istituzioni e organizzazioni di ogni specie legano l’espressione libera dello spirito creativo dell’uomo e lo riducono appunto ad uno schiavo automa.

La vita deve creare la sua propria tecnica in ogni essere e attraverso ogni essere: soltanto così egli potrà raggiungere la piena realizzazione di sé e indi della Verità.

Altro aspetto di rivolta sta nella stessa coscienza dell’uomo. Tutto ciò che appellate male è il prodotto dell’egotismo e dell’alterigia e sono generati dall’illusione della separazione e indi dall’ignoranza. Le barriere dell’individualità costruite con assai presunzione e poca umiltà, innalzate dall’egotismo ove l’Amore, in verità, non ha accesso, devono essere abbattute e la coscienza deve potersi espandere nel Tutto.

Smettete di ripetere in modo ridondante: Io e Mio.

L’espansione nel Tutto non significa annichilimento, ma consapevolezza armoniosa della vita, conducente all’Immortalità e alla Felicità. Questa armonia può essere raggiunta solo quando vi è un vero equilibrio tra Cuore e Mente, che costituisce lo stato di Liberazione.

Il dolore, nell’esperienza terrena, è causato dalla limitazione e dallo sforzo di fuggire dalla limitazione.

Le condizioni caotiche del mondo umano, in tutti i tempi, dipendono dal veleno dell’egotismo, che cagiona avidità e volontà di potenza, crudeltà e sfruttamento reciproco degli uomini. Il rimedio a queste condizioni non sta nelle religioni o nella politica, ma nell’individuo, ed è tempo che lo comprendiate.

Siate memori, nell’intraprendere tale cammino, che la Verità diviene pericolo per l’illusione, la menzogna, l’ipocrisia, la corruzione e l’avidità, ovunque queste si trovino, e per tale motivo viene denigrata, derisa e aggredita. L’illusione sempre cerca di far soccombere la Verità: accorti, ordunque, alla dama assai elegante che deride e oltraggia la donna abbigliata da povere vesti che ha sul capo però la corona invisibile della Sapienza! Accogliete la regina vestita da mendicante e sarete salvi!

La rivolta creativa è così portata ad uno stadio innanzi nell’azione impersonale esterna verso la distruzione dei mali, che legano lo spirito dell’uomo.

Rammentate che gli insegnamenti non debbono, come spesso vi hanno convinti a credere, essere solo teorici e indi intellettivi, ma debbono possedere un lato intensamente pratico. Indi, quello che apprendete e comprendete deve esprimersi nella condotta quale espressione della vita in azione. Indi, niente dogmi, né teoremi!

La Liberazione può realizzarsi solamente con la disciplina costante, non imposta da altri, ma da sé, diretta verso l’eliminazione di tutto ciò che non è vero e non è essenziale nella coscienza dell’uomo, indi della sostituzione dei Valori, che avete attuato, allontanandovi dal Cielo e immergendovi sempre più nella materia.

La vera condotta può essere realizzata solamente con la disciplina determinata da se stessi che è ben altra cosa dalla norma che costringe all’obbedienza di autorità esterne.

Ciò che appare complesso, in verità, è assai semplice; ciò che è complesso in relazione alla mente, è assai semplice in relazione al cuore.

Siate rigorosi nella vostra quotidianità: realizzate tale rigore attraverso la coerenza. Non ledete la libertà altrui, come non dovete concedere ad alcuno di ledere la vostra. Di ciò dovete essere memori e in tale modo realizzerete la disciplina e attraverso la disciplina la Liberazione.

Il sentiero verso la Liberazione non è una via di scampo dalla prigionia, ma un giungere ad affrontare in pieno e lietamente la vita, in tutte le sue gioie e in tutti i suoi dolori. La Liberazione, infatti, non vi renderà figli privilegiati e, indi, immuni dalla sofferenza, ma vi sarà dato di vivere la gioia come la sofferenza con maggiore consapevolezza. E le sofferenze che vivrete saranno meramente quelle utili per il vostro percorso evolutivo e non quelle inutili, perché imposte dalla vostra ignoranza e da volontà altrui.

Figlioli, amati figlioli, siate artisti nella vita. Amatevi e amate. Non dipendete da alcuno, spandete amore e accoglienza. Siate semplici, ma saggi. Non cadete nella sterile divisione della vita in spirito e materia. Allontanatevi da chi e da cosa vi provoca sofferenza.

Siate pronti a vivere profondamente e intimamente taluni insegnamenti, poiché se vorrete liberarvi dovrete riversarli nella Vita, e come flutti tenderanno ad infrangere forme vecchie, illusorie e ristrette.

Coloro che sono assai vincolati dalle forme, soffriranno, ma la gioia è per coloro che sono e saranno pronti a rinunciare alla vita inferiore, consci di trovare la Vita Eterna.

Comprendete e diffondete il messaggio solo se lo avrete compreso vivendolo: non siate sterili teorici. Il messaggio non sarebbe vero, pure se le parole fossero le medesime, poiché avrebbe perso la sua forza e la sua freschezza.

La tradizione v’ha insegnato a porre vino nuovo in botti vecchie, ma apprenderete vivendo in voi la Parola a liberarvi dei valori luciferini e a recuperare i valori del Cielo, e ciò vi renderà uomini nuovi, indi porrete vino nuovo in botti nuove.

Accorti al passaggio dall’oscurità alla Luce che, inizialmente, sarà inevitabilmente doloroso: l’unico rimedio è di abituare gli occhi a vedere gradualmente quella Luce che vi permetterà di crescere e di raccogliere grande messe di gioia.

Nel Nostro dire, nessun credo viene esaltato come nessuno rinnegato e ciò è pure per le idee: tutto ha senso nell’Unità, ma ciò non significa che il Nostro dire sia una sintesi di composizione di credi o pensieri, poiché non sarebbe neppure una sintesi, ma una somma.

La primavera non è la somma di tutti i fiori e di tutte le foglie: è la sorgente, è la causa, la forza creatrice, limpida, fresca, semplice, dolcemente irresistibile: la nuova coscienza universale accentrata in tutti coloro che la sapranno realizzare riconoscendo il cuore divino in ogni essere.

Il Maestro Joshua Emmanuel di cui taluni si sono appropriati non ha mai voluto creare un movimento determinato, nessuna razza o nazione lo può rivendicare, in verità, come suo.

Egli è venuto sulla Terra per insegnare diversamente da come insegnava ogni fede o movimento, per guardare diversamente da come la guardava una razza o una nazione. Egli non è venuto a voi come un’istituzione, ma come la Vita. Non è venuto e non viene per un’istituzione, non è mai venuto e mai verrà per un’istituzione, ma per ogni forza di Vita.

Coloro che seguono il Suo insegnamento debbono fare altrettanto. Vivete la vostra esistenza con rigore e coerenza, traendo ispirazione da Lui, senza copiare le Sue azioni esteriori. Egli vi esorta a trovare voi stessi, a dar luce, non a rifletterla. Non vi può esser oscurità ove c’è luce interiore. Questo significa essere cristiano!

Siate semplici e umili, nella Semplicità e nella Umiltà universali, che conducono alla Luce.

Siate puri di cuore.

Ma le parole che impiego appaiono troppo grevi, perché danno l’idea di cosa pesante, grave, solenne e piena di portento spirituale. Nulla è più lontano dalla Verità, poiché tutto si risolve nell’Amore che è Vita.

Rammentate, figlioli, che sono molteplici i modi per conseguire la Liberazione, per passare la porta che vi condurrà al sentiero della Verità Eterna. Ma tale porta non la troverete lungo il cammino, poiché quella porta siete voi e, dal momento che l’avrete varcata, dal momento in cui vi sarete resi conto intimamente che quella porta sta dentro di voi, che può essere aperta solo da voi, avrete cominciato a fare il primo passo verso la Liberazione.

La Liberazione sta dentro di voi, nel vostro cuore.

Nessuno può liberarvi, neppure Chi vi parla. Io debbo invitarvi a riconoscere la porta che sta in voi, ma dalla gabbia che vi siete costruiti dovete essere voi a liberarvi. E dovete essere liberi pure da Me. Come dissi ad uno di voi, in un tempo passato, dovrete essere liberi non a causa di me, ma Mio malgrado.

Ho invitato, di frequente, gli argonauti come tutti coloro che odono il Mio dire ad essere vigili, poiché non dovete cadere addormentati dalle Mie parole o dal Mio pensiero: ciò sarebbe un’altra prigionia, ma Mio compito è di favorire la vostra liberazione, insinuando in voi, nei vostri cuori, il desiderio per essa e indi la volontà di non essere più schiavi o diversamente schiavi da prima che ci incontrassimo.

Siate indi liberi da ogni cosa, da ogni maestro, dagli dei stessi, da ogni vita e da ogni morte, poiché siete immagine e somiglianza di Dio. Voi siete Dio, come Io sono Dio.

Vi benedico, amati fratelli, e che l’Amore sia con voi.

ACCOGLIETE IL CRISTO CHE ATTENDE DI RISORGERE

Autore: geniositerapia 4 ott 2011, Comments (0)

5 Ottobre 1999

Salute a voi, amati figli, giunti in moltitudine, per condividere ciò che il Cielo vi offre.

Sono brevi pensieri, il cui scopo è d’invitare la mente e il cuore a porvi domande, le cui risposte non dovrete cercare al di fuori di voi, ma in voi.

Siate semplici e gioiosi nella lettura, non fatene una speculazione intellettuale, poiché non v’è stato domandato di divenire eruditi o detentori di verità, ma di recuperare la vostra memoria profonda, la cui perdita vi ha resi viandanti immemori lungo il cammino che conduce alla Meta Luminosa.

Nella semplicità come nella gioia accogliete il Cristo che attende di risorgere.

Attraverso il rigore e la disciplina, liberatevi delle impurità che serrano i vostri cuori e ottundono le vostre menti, sino a giungere alla purezza che vi condurrà alla Gerusalemme Celeste.

Ponete attenzione al corpo fisico, essendo il tempio dell’anima, ma non lo idolatrate, poiché Dio vi dimora all’interno e attende che vi inginocchiate all’Altare Vibrante, affinché le vostre ginocchia piegate segnino la rinuncia, come per i Magi dinanzi alla spelonca di Luce, del potere umano come espressione di orgoglio, di prevaricazione e di egotismo.

La vecchiezza progressiva del corpo fisico vi provoca turbamento e quando esso s’arresta il dolore è assai forte, poiché segna il lutto, ma sappiate, seppure nel dolore comprensibile della perdita, che è meramente un cambio d’abito. Piuttosto di temere la soglia, giungete ad essa con il minor numero di conti in sospeso.

Voi appellate ciò morte, Noi l’appelliamo termine temporaneo della permanenza terrena, e non suscita in Noi sofferenza, poiché sempre grande è la gioia di chi fa ritorno al Padre.

La morte che a Noi provoca dolore è quella spirituale, poiché impedisce il percorso offerto dal Padre all’essere e spesso ne arresta l’evoluzione sino al novello viaggio sulla terra, dopo aver raggiunto una maggiore consapevolezza sostando in altri mondi.

Tutti giungono alla Meta: spesso vi sono però ritardi, dovuti agli interventi umani, che non compromettono l’essere accolti nella dimora del Padre che è per tutti, ma rendono il percorso costellato di travagli e sofferenze non necessari per l’evoluzione. Di frequente, infatti, gli umani per comprendere un unico messaggio, debbono errare un numero di volte talora superiore alle dita delle loro mani. Se foste meno demiurghi e più divini e seguiste i segnali sul cammino, arrivereste a spostare gli oggetti col pensiero, senza più l’uso delle mani!

Ordunque, procediamo.

  • Il Dio Uno e Assoluto è Tutto. L’Essere Assoluto è il Signore di Tutto: il Grande Padre.

  • Egli è Saggezza Totale, Potere Totale, Amore Totale.

  • L’Umanità è discendenza di Dio, perciò Egli gioisce della gioia dei suoi figli e soffre della sofferenza dei suoi figli.

  • Ogni essere umano è il figlio amato destinato dal Padre a gustare sia il bene sia il male, così da essere capace di formare il suo giudizio su ciò che è da accettare e ciò che è da respingere.

  • La vera Conoscenza per l’umano consiste nel separare ciò che è buono per sé da ciò che è cattivo per sé e nell’unire ciò che è buono con ciò che è migliore.

  • Tutto è in ogni cosa. Tutto è nel Tutto. La Luce è nella Luce.

  • Tutto è Spirito, Tutto è materia secondo come l’Unico si dilati o si condensi.

  • Dio non ha principio né fine.

  • Dio da se stesso produce la Madre, Dio per mezzo della Madre genera il Figlio, il Figlio per mezzo del Padre e della Madre moltiplica Dio.

  • Il Cristo è la Luce che illumina ogni uomo che viene al mondo e i Cieli risuonano in armonia con la Sua espressione.

  • In ogni essere v’è la Trinità di Dio, poiché la testa, come sede dell’intelletto è il Pensiero; il cuore, come sede dell’Amore è il Cristo; il plesso solare come espressione del Pensiero che attraverso il Sentimento si traduce in Azione è lo Spirito Santo.

  • La Vita è per coloro che l’amano, la rispettano, l’aiutano e la fanno partorire.

  • Colui che è in errore cerca di imporlo agli altri. Colui che ha trovato la Verità s’impegna con se stesso ad applicarla e la esprime attraverso la testimonianza e la coerenza quotidiane. Ciò è segno che non v’è inganno.

  • La prova denuda l’illusione e fa emergere la Verità, che se è tale risplende pienamente.

  • Gli uomini che hanno compreso giungono sino a Dio, senza chierici e senza maestri, poiché sono istruiti dal Signore, come Egli vuole, quando Egli vuole e dove Egli vuole.

  • Colui che ha compreso non disprezza nessuna religione e nessun insegnamento.

  • La vera Conoscenza è Amore: libera da tutte le servitù.

  • Dio attende da voi la morte della sterile intellettualità e la nascita spirituale del cuore.

  • L’umanità respinge le grandi emozioni dell’Amore perché ha il cuore indebolito e inscurito dalla presunzione, dall’egotismo, dall’orgoglio generati dalla mente despota.

  • Colui che ha compreso scopre la Verità, attraverso le singole verità, per scoprire poi ove si accordano tutte.

  • Coloro che affermano d’agire in nome del Padre hanno il dire veritiero se oltre il pensare e il dire, portano a compimento le opere.

  • Amati figli, per il Cielo, la cosa più semplice da insegnare è la più difficile da comprendere per gli umani.

  • Il male e l’odio sono associati alla morte e sono espressione della debolezza, della mediocrità dei vostri cuori immemori del Cuore divino. Il male è l’espressione dell’ignoranza.

  • Il Bene e l’Amore sono espressione della coscienza e di un cuore vibrante.

  • L’intuizione associata alla buona volontà genera la potenza dell’Amore che conduce alla perfezione dell’unione nella pace.

  • La Conoscenza vera isola l’uomo dai suoi simili con più sicurezza che non potrebbe farlo qualunque crimine, qualunque lebbra, qualunque morte.

  • Di frequente, la ricchezza prima e ultima è nascosta nel cuore degli uomini esiliati.

  • Non si può esser schiavo del mondo e contemporaneamente essere vicino a Dio.

  • Rammentate sempre figlioli che pure il fiore più piccolo rappresenta l’Universo.

  • La condizione essenziale per guarire non è il desiderio, ma la volontà di guarire.

  • Innaffiare le pietre per ottenere del frutto è un’operazione più facile che parlare di Dio a chi non ha fede e ha il cuore serrato all’Amore.

  • Epurate la vostra essenza: si pulisce il recipiente prima di introdurvi il vino celeste.

  • Le operazioni divine sono istantanee e sottomesse alla fede. Le operazioni naturali sono lente e sottomesse alla speranza.

  • Coloro che considerano la vita soltanto come la ricerca del potere e della volontà di controllo sugli altri, annientano, al termine, tutto ciò che esiste attorno ad essi, e non raccolgono, nel tempo, che morte.

  • Per mezzo dell’Amore si giunge a Dio più facilmente che per mezzo dell’Universo tutto intero.

Siate benedetti, amati figli.

Che la Luce sia con voi.

11 Agosto 1999

Salute a voi, amati figli, pure se or ora siete meramente in due.

Ma la fisicità è solo apparente, indi il Mio dire raggiungerà pure coloro che sono or ora altrove.

Ebbene, quest’oggi quanti occhi saranno rivolti al cielo, purtroppo solo al cielo fisico, mentre il Cielo che dimora in ciascun essere deve ancora un poco attendere.

Ebbene, di certo, or ora si sta approssimando la disposizione di astri e di pianeti in modo assai singolare, ma ciò è solo parzialmente importante, anche se da domani, tutto, gli umani, addebiteranno all’eclisse, qualunque cosa avverrà; soprattutto se triste o dolorosa dovrà essere addebitata all’eclisse.

Ridurranno in tal modo, ulteriormente, il loro senso di responsabilità e non penseranno che molto di ciò che è accaduto, come ciò che accadrà, è addebitabile al loro agire e indi vedranno conseguenze che ancor più addebiteranno ad eventi naturali.

(Pensiamo a cosa mai potrà succedere)

Figliolo, non pensare a chissà quali catastrofi.

In verità la storia umana è costellata da sconvolgimenti come da rivoluzioni, ma accorti a cercare spiegazioni come da sempre gli uomini sono stati propensi a fare, fuori d’essi, fuori d’essi.

Ciò significa che da sempre esistono le profezie ma le profezie sono fiabe da raccontare ad un’umanità bambina che così non si responsabilizza ma necessita d’addebitare gli eventi al di fuori di sé.

Nel corso della storia, sempre, le profezie sono state vedute con timore come pure con attesa, ma in verità non è credibile che avvenga in tale modo.

Nel dire ciò paio un uomo di scienza, ma neppure loro hanno, in verità, compreso.

Così attenti a guardare il cielo e a misurare i gradi, scordando che profondamente, intimamente, avvengono le evoluzioni e le involuzioni più importanti che nella moltitudine giungono a condizionare gli eventi.

Credete, in verità, che la storia sia propriamente progresso; vi dissi e vi accennai alla catabasi, ma ciò non significa altro che sono di già esistiti popoli umani assai più evoluti, tecnologicamente più evoluti di voi, che si sono estinti, così come sono esistiti popoli meno evoluti e al di là del visibile c’è altro, poiché mentre voi respirate vi sono respiri su altre frequenze che non potete cogliere poiché non siete sintonizzati, ma ciò non vuole dire che non esistano.

Il sentire di Axxxx su molteplici frequenze molto l’ha intimorita, è ancora fonte di timore poiché ella crede che possa divenire follia, e presso gli umani pure lo è, poiché è impensabile il ricevere frequenze differenti.

Sappiate che, come di già dissi, questo sentire ancora si amplierà, poiché servirà ad arricchire l’esperienza che vi attende.

Ella riceve da coloro che hanno abbandonato la veste umana, come pure da coloro che non l’hanno mai indossata. Sono frequenze diverse e ve lo preciso poiché quando si parla di aldilà si tende a generalizzare, qui, figlioli, c’è un gran movimento, ordinato, ma un gran movimento.

(Parliamo dei timori di Axxxx)

Bene, Ailus, il timore che or ora senti è sano poiché ti rende vigile.

Quando i messaggeri smettono d’avere timore e credono ormai di detenere la Verità, allora incorrono nella presunzione, ma non temere, poiché talora la tua paura è così grande da mettere in dubbio ciò che vedi e ciò che senti.

Così dovrà sempre rimanere, poiché non manchi di fede nel dubitare, ma eserciti l’umiltà.

Essendo nella dimensione materiale è bene che tu abbia tale timore poiché ciò ti terrà lontano da ciò che frequentemente avvicina i messaggeri, ossia: l’onnipotenza e l’onniscienza.

Indi, abbi paura, abbi paura, in modo da essere vigile.

La paura di or ora è però fatta di accettazione, non è più come in passato, fatta di rifiuto che rappresentava impedimento al procedere.

Ma facciamo ritorno ancora un poco agli sconvolgimenti che gli umani addebiteranno a ciò che sta avvenendo nel cielo fisico.

Ciò che ha scoperto l’uomo che, or ora, sta cercando risposte nelle stelle dopo averle cercate nelle sostanze, e dico uomo perché ha una gran voglia di crescere, anche se sarebbe sempre opportuno non perdere il piacere del fanciullo che si stupisce; ebbene, or ora, il giovane figlio delle pietre di luce è attratto dal cielo e ciò vi sarà di utilità quando l’avrà liberato di tutti gli aspetti meramente teorici; ebbene ciò che ha detto è sicuramente importante ma è importante sopra un piano differente poiché vi saranno variazioni magnetiche che metteranno più in vibrazione i corpi, cosiddetti da voi, sottili, indi si attiveranno più facilmente risposte.

Nelle pagine degli evangeli, non a caso, viene detto che non vi saranno più i tiepidi ma vi sarà una chiara distinzione di caldi e di freddi. Altro ciò non significa che quello che vi dirò or ora.

Ebbene, mutando il magnetismo, si attiveranno energie che agiranno sì profondamente, indi diverrà assolutamente necessaria la risurrezione del Cristo.

Ecco ciò che significa il susseguirsi degli avvenimenti.

Imperverseranno malattie non perché vi siano nuovi virus generati da chissà quale evento cosmico, saranno pensieri che prenderanno forma, vi saranno novelli conflitti, non perché le influenze cosmiche agiranno, ma perché gli odi diverranno assai più visibili.

Figlioli, è tempo, come di già vi dissi, di resurrezioni, poiché la materia è stata pienamente esplorata ma siete poco memori del luogo da cui venite e di cui siete intrisi.

Gli avvenimenti aiuteranno taluni a comprendere più velocemente, ma ciò che è domandato è proprio un recupero di valori ed è perciò che vi domando di non leggere meramente la posizione dei corpi celesti ma di comprenderne i significati.

È sui valori che è necessario agire poiché ne sono stati dissipati di già molti; molti sono stati distorti, altri, ancora, non sono più nella memoria dell’uomo che è divenuto demiurgo dimenticando la sua natura divina.

È tempo che mi accomiati.

Che la Luce sia con voi.

PENSIERI di LUCE

Autore: geniositerapia 26 giu 2011, Comments (0)
27 Giugno 1999
Salute a voi, amati figli.

Giungo, per offrirvi taluni pensieri, che non dialogheranno meramente con la vostra mente, come siete avvezzi a fare con i pensieri, nel tempo e nello spazio umani, ma saranno parole che, dapprima, renderanno la mente guardinga e la indurranno a porre domande, ma poi sussurreranno al vostro cuore la Luce che li ha plasmati, pure, talora, turbandolo un poco, per giungere, in seguito, alla vera comprensione.

Agli argonauti dell’Antro annuncio che è prossimo il tempo della conoscenza del nome cosmico, che  è per ciascuno un nome che, presso gli umani, e Mi riferisco agli umani che, in passato, detenevano la Conoscenza, ha un preciso significato.

(Nome), lo ha svelato per il proprio, ma ancor prima, nel pronunciarlo, come nel pronunciare quelli di (Nome) e (Nome), ve li ho svelati Io, soltanto che voi non attribuite il giusto significato alle parole: sempre le ritenete descrittive e formali, mentre esse, per essere portatrici di energia, debbono essere precisamente quella energia e non la descrizione di quella energia.

V’è assai di più nel Mio dire, che v’è giunto sino ad ora, di ciò che avete compreso, poiché, nel vostro tempo e nel vostro spazio, le parole sono spesso inquinanti, non essendo, di frequente espressione di ciò che pensate e di ciò che fate, mentre, presso di Noi, sono essenziali.

Non crediate che in ciò vi sia discriminazione: è meramente una questione di consapevolezza. Voi non possedete tale consapevolezza e l’anelate, ma possedete la possibilità di sperimentare; Noi possediamo la consapevolezza e aneliamo l’esperienza, che non possiamo vivere se non attraverso di voi. Indi, siete Nostri figli, poiché siete inconsapevoli: allora vi accompagniamo sulla Via e, vi proteggiamo, quando ce lo permettete, con Amore. Siete Nostri fratelli, perché attraverso di voi e con voi, viviamo l’esperienza.

(Nome), ha trovato, con stupore, il significato del suo nome nell’alfabeto runico ma, in verità non è affatto così, poiché l’alfabeto celtico era una modalità espressiva, mentre la cosiddetta simbologia esoterica runica non appartiene al popolo celtico, bensì ad alcuni messaggeri che dialogavano con il Nostro Spazio e il Nostro tempo e il cui compito era di trasmettere la Conoscenza.

Indi, la Verità è sempre celata, poiché sarebbe andata perduta e sarebbe perduta.

Ma, procediamo con i pensieri che condividerete pure con la moltitudine che vi raggiungerà e con coloro che incontrerete lungo il cammino.

Diamo inizio ringraziando il Padre come fece Isaia: “La Tua Parola, Signore, è una rugiada di Luce”.

- L’opera di Dio si compie nel tempo, e la Luce è la ricompensa di colui che crede e sa attendere pazientemente.

- La Libertà è dono divino: non ledetela, altrimenti ne sarete responsabili.

- Povero o ricco, disprezzato o glorioso, l’uomo che percorre la Via della Verità ama il Padre e lo rispetta, senza preoccuparsi di chi e di ciò che lo circonda.

- Il vero segreto sta nel volere ciò che si desidera e desiderare Dio, sino a non sapere più ciò che si desidera.

- E’ saggio colui che denuda la terra, dispone la semenza e attende la raccolta.

- L’Amore per il Padre illumina l’uomo e lo conduce alla Conoscenza.

- La benedizione del Cielo rinforzerà sempre il generoso di cuore e illuminerà il credente.

- Al di fuori, vi sono mille cose pronte a distrarvi, ma pure applicandovi, non ne troverete mai neppure una che sia capace di farvi gioire come ciò che è in voi.

- Quando la morte invita colui che ha compreso a fare un passo con essa, questi ne fa due e la morte si trova presto sorpassata e sola.

- Colui che si prepara alla morte seguendo la Via non sarà sorpreso nel giorno della separazione dalla materia e della riunione col Padre.

- Dovrete restituire tutto alla terra e al Cielo: rammentatelo. Sarete responsabili dinanzi a voi stessi del vostro agire, verso la terra e verso il Cielo. Pregate affinché non avvenga prima che abbiate profondamente compreso.

- Il compito di ogni essere è di divenire ciò che era in origine: semplice e naturale.

- La Verità è semplice: gli umani ne comprendono frammenti secondo la purezza, secondo l’Amore e secondo il percorso insito in ciascuno.

- Coloro che sono messaggeri del Padre adoperano ovunque lo stesso idioma e trasmettono l’Insegnamento attraverso i tempi.

- Il male, non è al di fuori di Dio, poiché non vi è nulla al di fuori di Dio, ma è più lontano da Dio.

- Il Bene è l’Essere interno nella sua carne.

- Colui che si affida agli uomini ignora tutto di questi e sconosce Dio.

- La sofferenza è insita nell’attendere tutto dagli altri, nel servirli e non attendere nulla da Dio né da sé, e neppure servirli.

- Dio non giudica e non condanna nessuno, ma sappiate che rimanete debitori per i vostri pensieri, le vostre parole, le vostre azioni. E giungerà il momento in cui il debito dovrà essere estinto.

- Colui che vuole piacere agli uomini evince Dio, poiché non si può accontentare la folla e l’Unico.

- Colui che può conoscersi e correggersi diventa naturalmente maestro di se stesso: solo in tal modo, potrà divenire testimone, poiché le mere parole, senza conseguenza d’azione, sono sterili.

- La conoscenza di se stesso permette di sopportare tutti i giudizi e tutti gli abbandoni in silenzio.

- Liberatevi di ogni desiderio e passione che vi attacca al mondo. Purificate la vostra vita sino alla Luce prima. Calamitate Dio in voi, affinché generi il sole dell’Amore, che è Verità e Libertà.

- E’ più agevole indurre tutti gli umani alla conquista del mondo che condurne uno solo alla conquista di sé.

- Per gli umani, è arduo sottostare alla Legge dell’Ordine, perché per essi è difficile riconoscere la loro ignoranza e la loro impotenza.

- Siccome un giorno dovrete abbandonare tutto, è prudente che vi abituiate a non possedere nulla da oggi stesso.

- I desideri che non sono diretti verso Dio aumentano il vostro lutto e vi immergono nella morte.

- Trovare Dio dietro le apparenze di cui vivete, permette di fare uso del mondo, senza diventarne schiavi.

                                                          E’ tempo che Mi accomiati, ma giungerò ancora, poiché dovrò porgervi altri brevi frammenti. Giungerò, pure, per dare risposta alle domande che l’attendono.

                                                          Vi saluto col pensiero di colui che molto aveva compreso. Era assai saggio, ma la stoltezza umana, sul finire della vita, un poco lo confuse. Egli nella Luce disse: “La Benedizione di Dio porta la ricchezza”; nelle Tenebre, divenne folle.

                                                          Che la Luce sia con voi.

                                                          SULLA PAROLA E IL SUO POTERE

                                                          Autore: geniositerapia 17 mag 2011, Comments (0)
                                                          17 Maggio 1999

                                                          Salute a voi, amati figli.

                                                          Ciò che M’accingo a pronunciare è offerto ai sette argonauti dell’Antro, come pure alla moltitudine che vi raggiungerà, poiché è messaggio da diffondere.

                                                          Giungo, per dirvi della Parola e del suo potere, di cui di già v’ho detto, ma non sufficientemente.

                                                          Giungo, per esplicitarvi il significato di “Cristo, il Verbo” affinché, dopo aver ricevuto la Preghiera e i nomi degli Ordini, meglio comprendiate il significato della Parola.

                                                          Cristo Logos altro non significa che “Dio Padre parla per mezzo del Figlio”.

                                                          Il Padre è il Pensiero, il Figlio è la Parola, lo Spirito Santo è l’Azione. Ed ecco esplicitato il motivo per cui Noi non v’offriamo regole, ma domandiamo rigore che s’esprime attraverso la coerenza, che è coerenza di Pensiero, di Parola e di Azione.

                                                          Il significato della Parola, come s’intende, presso di Noi, è assai diverso dal vostro, poiché presso di voi, parola altro non è che un suono atto ad esprimere un concetto, altro non è che l’immagine sonora che ritenete di poter attribuire ad una cosa.

                                                          Presso di Noi, la Parola crea, e Mio compito è di trasmettervi tale messaggio, affinché vi liberiate dall’esaltazione dell’apparenza e della forma, generate dalla mera azione della mente, scissa dal cuore. Esaltazione dell’apparenza e della forma, come espressioni di materia che regna sovrana, nel vostro tempo e nel vostro spazio. Materia intrisa di vuote parole, che non hanno conseguenzialità di azione. Quanto pensate, quanto dite e quanto poco fate, figlioli, nel vostro tempo e nel vostro spazio!

                                                          Figlioli, in questa Mia venuta, andremo nel passato, ove stanno le origini, per comprendere i significati, che sono stati poi soggetti a interpretazione. Indi, procediamo con un poco di etimo.

                                                          Logos è, di sicuro più appropriato di Parola, poiché nel suo arcaico significato derivante dall’ellenico “lego” non significa meramente “parlo o discorro”, ma essendo strettamente correlato al verbo il significato più proprio e completo è “raccolgo e ordino”.

                                                          Il Logos è, ordunque, la Parola ordinatrice, quella che mentre viene pronunciata ordina le cose collocando ognuna al posto che le compete.

                                                          Logos ossia l’Intelletto, la Ragione di EA’, quella che menzionando le realtà le chiama alla vita e le plasma e le dispone secondo la sua Legge, Legge che è ordine e misura.

                                                          Il Logos, indi, non è la parola immagine della cosa, bensì la parola intesa come forza segreta che tale cosa ha suscitato.

                                                          Il Logos è forza, perciò nell’Evangelo Giovanni afferma che “A quanti lo ricevettero, Egli, il Logos, diede il potere di divenire Figli di Dio”.

                                                          E del Verbo, fratelli, che posso dirvi?

                                                          Verbo è stato attribuito all’arcaica derivazione latina, che giungeva a sua volta da “herba”, ma è riduttivo, poiché ciò giunge dall’ellenica terra con “fherbo” il cui significato è nutrimento, alimento.

                                                          Il Verbo, indi, altro non è che quel misterioso nutrimento: il soffio vitale, che usate dire, nel vostro tempo e nel vostro spazio, che anima ogni cosa e costituisce la più intima essenza.

                                                          Il Verbo è la forza attiva di EA’ che all’origine, secondo gli antichi scritti, aleggiava sulle acque; la medesima forza che permetteva ad EA’ di formare l’uomo soffiandogli nelle narici l’alito della Vita, sì che l’uomo divenne un’anima vivente.

                                                          Per meglio comprendere il profondo significato del Verbo, dovete rammentare come s’apparenti strettamente col Vero: la Verità di cui racchiude in sé tutta l’occulta potenza.

                                                          Ciò voleva significare il dire del Maestro Joshua Emmanuel: “La Verità vi renderà liberi” come pure “Io sono la Verità e la Vita”.

                                                          Nel Verbo, ordunque, è insito e si manifesta il Potere e il Volere del sommo Dio.

                                                          Il Verbo, ordunque, è la Parola, non v’è dubbio, ma la parola non nel senso materiale in cui l’intendete, nel vostro tempo e nel vostro spazio, bensì in senso superiore, spirituale, come musica delle sfere, come forza creatrice, come qualcosa che, per farsi comprendere, non deve fermarsi alla mente dell’ascoltatore, ma raggiungere il suo cuore sino a trasmutarlo, infiammarlo scatenando le immense forze interiori.

                                                          Parola come suono, che implica indi, pure, il modo di pronunciare, come di già vi dissi.

                                                          La parola, osservando accuratamente, di per sé è morta, poiché è mera espressione della logicità della mente.

                                                          Se intendete agire sulla materia, dovete darle vita, renderla attiva, soffiandovi dentro con Amore e Sapienza sino ad infondere il giusto ritmo, la giusta armonia, affinché possa vibrare in sintonia con tutte le voci che costituiscono il gran concerto della Vita.

                                                          Ecco il significato dello Spirito che aleggia.

                                                          Ecco il Soffio di Vita, il Soffio Divino, l’Angelo di Dio.

                                                          Circa ciò che è necessario per animare la Parola vi dirò in seguito, ma poiché ciò possa accadere, condizione necessaria è il contatto col cuore, è la purezza del cuore che è espressione del Cuore divino e allontanamento da ciò che genera impurità. Questa è la condizione affinché lo Spirito possa agire sulla materia.

                                                          Il Verbo e il Logos altro non sono che l’immensa forza creatrice e, talora, distruttrice, intesa come fuoco purificatore, poiché Joshua Emmanuel ha anche affermato: “Io non sono venuto a portare la pace, ma la spada”, poiché la spada taglia, separa, e ciò significa scelta di percorso.

                                                          Il Verbo e il Logos altro non sono che l’infinita forza creatrice e ordinatrice insita nella parola di EA’: parola un tempo pronunciata sulla Terra, da Suo Figlio, e di cui quelle contenute negli Evangeli non sono che una pallida eco, che un povero guscio vuoto, impoverito di una superiore, ineffabile Verità.

                                                          Gli Evangeli che vi sono giunti e sono stati, talora, pure riduttivamente e malamente interpretati sono come un magnifico spartito musicale. Ma dove sono gli strumenti capaci di dargli vita, di scatenare la sua sinfonia travolgente suscettibile d’incantare qualsiasi animo umano?

                                                          La Parola di EA’, attraverso il Maestro Joshua Emmanuel, è stata alienata dalle vostre menti demiurgiche, che hanno soffocato il cuore, ed è perciò che, in ogni tempo e in ogni spazio, Noi abbiamo il compito di educare, attraverso i Nostri messaggeri, e con modalità differenti ricondurre così il messaggio del Maestro. Ogni tempo e ogni spazio, ha i suoi messaggeri che posseggono caratteristiche e modalità diverse, per esprimere il Messaggio. In tale modo, la Parola viene sempre donata dal Padre ai figlioli, ma anche preservata e mai perduta.

                                                          Ma diciamo della Parola, la Parola che il Maestro Joshua Emmanuel vi offrì, come la vostra storia afferma, 2000 anni or sono nella terra di Palestina. Ne avete tolta la soavità e la potenza della voce del Cristo, della voce del Cuore e l’avete resa mutila, interpellando sempre la mente, affinché vi fosse d’ausilio nella comprensione. Figlioli, se lucida, la mente capisce, ma non comprende, poiché la comprensione è prerogativa del cuore.

                                                          Toglietele le inflessioni e le sfumature e vi dirà poca cosa, come purtroppo è accaduto con le traduzioni, talora fedeli, spesso infedeli.

                                                          Togliete queste parole dalle gole del Giordano, dalle vie di Gerusalemme, dall’aria calda e profumata del monte degli Ulivi: togliete questi incantesimi ed anche il loro senso verrà mutato, come è accaduto.

                                                          Indi, il Messaggio del Maestro Joshua Emmanuel è parzialmente presente negli Evangeli, poiché legato ad uno specifico momento storico, narrato da testimoni, che hanno descritto ciò che hanno potuto comprendere.

                                                          Non affidatevi a parole di per sé morte, ma animatele trovando il Cristo nel vostro cuore. Non crocifiggete e non lasciatevi crocifiggere: non ledete la libertà altrui e non permettete venga lesa la vostra.

                                                          Siete, ordunque, avvertiti: affinché la vostra parola non sia vana, dovrete imparare a parlare col cuore, assai più che con la mente, e le vostre parole dovranno essere capaci di scendere nel profondo di chi vi ascolta, infiammandolo.

                                                          Destate i vostri cuori e sappiate risvegliare la vibrazione in ogni animo umano. Questa è la Magia e in tale senso Joshua Emmanuel è stato Mago, poiché Egli era giusto di voce. Egli era il Makru, e nella Terra Rossa lo riconobbero.

                                                          Egli ha asserito: “Se direte a questo monte, spostati di qua fin là, esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile” che è come dire “Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto”.

                                                          La Preghiera è Parola, è Suono: per questo è fonte di Vita.

                                                          In un’altra Mia venuta, vi dissi che Io sono uno dei Suoni che costituiscono la grande Armonia. Or ora, v’è più chiaro il Mio dire di allora?

                                                          Siatene sempre memori: il Verbo crea. Udite la Parola e scegliete il cammino che intendete percorrere, poiché è tempo di Resurrezione, indi, di scelta.

                                                          Per intendere la Parola, non potrà esservi d’ausilio la mente, che ha appreso ad essere assai arguta e ordinatrice, nel vostro tempo e nel vostro spazio, poiché è col cuore che s’intende.

                                                          Accorti alle parole della mente, poiché alimentano la presunzione, l’alterigia e l’egotismo conducendo all’antica storia della Torre di Babele, il cui significato è proprio insito nella presunzione di edificare con la mente, credendo in tale modo di giungere a sostituire EA’. Pertanto Dio li disperse di lì per tutta la superficie della Terra, ed essi smisero gradualmente di edificare, perciò le fu dato il nome di Babele, poiché lì Dio aveva confuso la lingua di tutta la Terra.

                                                          Ordunque, figlioli, diffondete l’Amore e, nel vostro percorso, siate rigorosi, poiché ciascuno ha il proprio. Sappiate allontanarvi da chi e da ciò che vi dà dolore, poiché il perseverare vi distoglierebbe dalla vostra Via.

                                                          E’ tempo che Mi accomiati.

                                                          Che la Luce sia con voi.